Mando a capo il vento

Ho lasciato qui tutto. Ho appoggiato il mondo sugli scaffali. Ho riposto il corpo dentro i vestiti. Ho slegato l’anima e il cuore e li ho consegnati all’autunno. Nell’intensa libertà di un silenzio dove finalmente m’infilo e faccio quello che voglio, senza feste estive, obblighi di divertimento, appuntamenti in piscina, niente di niente. Nel silenzio dell’autunno faccio quello che voglio. In mezzo al silenzio del respiro io e te ci siamo nati sulle labbra. Guido sotto la pioggia, tra strade che spruzzano freschezza e gocce di cielo che innaffiano cuori. Guardo in alto. Essere pioggia non è facile, devi concederti solo alle terre che hanno bisogno di te, altrimenti allaghi. Come fanno le parole di troppa gente, che vanno oltre, sempre e troppo. Andarmene da sola a disperdere parole al vento. Parlare al vento rende tutto più leggero. Mi piace spegnere il mondo quando le perle d’acqua si lasciano andare per risalire al cielo, perdersi nel gioco delle nuvole, rincorrersi, arrestarsi e disegnare ciò che c’è e non c’è. Soffi di boschi lievi, granelli di armonia sotto i piedi, rumori tra le mani, petali azzurri incollati su una cascata di cielo. Mando a capo il vento, chiudo fra le virgole il promo freddo ostinato. Per poi ripartire ogni volta da me, che sono nel fiore dei miei…danni.

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