dis-equilbrio

A ridosso del vuoto, a ridosso di me, a ridosso del vento. Ho abbassato la testa che era settembre e un alito di vento caldo mi ricorda che le vacanze sono venute a prendermi. Sul pc in quel marasma di post di facebook che non fanno altro che ricordarti di ricordare mi compare la foto di un anno fa di un’amica che guarda il mare…Aspettami. Torno da te. Mi spengo le parole e tengo acceso solo il cuore. Cerco l’eccezione e del resto non m’interessa più nulla. Che chi è eccezione non conferma la regola…te la fa dimenticare. Metto da parte le virtù, che nemmeno ci vuol tanto e mi vesto di vizi. Che lo so che me lo dicevi sempre che l’uomo va giudicato soprattutto dai suoi vizi…le virtù si possono fingere…i vizi invece sono sempre genuini. Il vento entra caldo dalla finestra in una disordinata ritmica di baci di cielo. Un incavo di sogni dove tutto può ancora essere vero. Che se non mi butto nella vita allora butto la vita. La più grande distanza del mondo misura solo cinquanta centimetri: dal cervello al cuore. Il gioco più bello è mantenerli in equilibrio. Ma io ora l’equilibrio lo sciolgo nel vento. E lo perdo.

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