sperduta

Sperduta ai margini della vita reale. Va bene così, mi piace quando mi mancano le parole, come fiori senz’acqua, i pensieri arretrano e tornano anima. Esco e assorbo vento. Recupero sempre così, buttandomi un po’ in braccio al vento. Il mio cuoricino mi ripara, rannicchiato tra le fessure di un’aurora infinita. Ogni volta che alzo gli occhi al cielo all’alba e tutto si fa sorriso, un pugno di terra che annega e nuota nel cielo, e io rimango qui, sbattuta dai miei brividi in un giaciglio di battiti. Muschio e miele, azzurro e fumo, acqua che scende dalle grondaie e nidi che si strapazzano di mollica che le notti di maggio sono bombole d’ossigeno, da fare entrare l’aria per massaggiarti il cuore e portarlo dove vuoi. Scelgo di fare parte della primavera ogni anno, come se mi arrivasse addosso l’onda di Dio pronta a farmi provare tutto, poi vola via tutto d’un fiato e non è più così ma a me è bastato poco. Sono bastata io e sei bastato tu. Quando avevi le mani in tasca e camminavi dentro quelle pozzanghere che profumavano di terra e non c’era in giro nessuno, io, te e un brandello di cielo che aveva deciso di farci compagnia. La riconosci subito la persona giusta, ti ascolta come uno sconosciuto e ti risponde come se ti conoscesse da sempre. Non cambierò mai…mi piaccio così come sogno.

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